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Capitolo 2 - Nel cuore dei fiordi

  • Lucio Di Giovannantonio
  • 15 ago 2025
  • Tempo di lettura: 4 min

Aggiornamento: 16 ago 2025

“La strada si piega tra pareti di roccia e specchi d’acqua profondi. Nei fiordi la natura non si mostra, si impone: la attraversi in silenzio, con il fiato corto, come un ospite in casa altrui.”


Lasciamo Molde di buon mattino, ancora con il sonno negli occhi ma con la voglia di scoprire nuovi paesaggi. Il traghetto per Vestnes ci attende, una tratta più lunga delle precedenti ma che ci permette di risparmiare chilometri preziosi: con le nostre auto elettriche ogni deviazione conta, e ormai conviviamo con questa sorta di ansia da autonomia… una croce e delizia del viaggio.


La giornata scorre tranquilla fino a quando imbocchiamo il Trollstigen. La strada si arrampica sulle montagne in una sequenza di curve a gomito da brivido, mentre accanto a noi le cascate precipitano fragorose. Arrivati in cima ci fermiamo al belvedere: davanti a noi si srotola il nastro di asfalto che scende in serpentine perfette, e per un attimo rimaniamo tutti immobili, quasi intimiditi da tanta bellezza. È uno di quei posti che ti ricordano quanto l’uomo sia piccolo di fronte alla natura.


La discesa ci porta fino al traghetto per Stranda e, più tardi, a Hellesylt, dove ci attende l’imbarco per il Geirangerfjord. Nell’attesa giriamo per il paesino, che sembra uscito da una cartolina: una cascata impetuosa lo taglia in due, scorrendo proprio accanto alle case e alle stradine. La pioggia continua a cadere, sottile ma insistente, eppure invece di guastare l’atmosfera sembra amplificarne il fascino.


Quando finalmente saliamo sul traghetto e navighiamo lungo il Geirangerfjord, capiamo subito perché questo luogo sia uno dei simboli della Norvegia. Le montagne si innalzano verticali, cupi bastioni di roccia dai quali scendono decine di cascate. La più famosa è quella delle Sette Sorelle, che appare come un velo leggero che scivola elegante fino all’acqua. Restiamo tutti in silenzio, stretti nelle giacche a vento, mentre l’acqua del fiordo riflette il grigio del cielo e il verde intenso delle pareti. È uno di quei momenti che ti entrano dentro e ti restano addosso.


Purtroppo il tempo non ci concede il lusso di salire fino al Dalsnibba, il punto panoramico da cui si domina l’intero fiordo: la pioggia e le nuvole basse renderebbero la salita inutile. Così raggiungiamo direttamente il campeggio, dove ci aspettano due casette spartane ma accoglienti. Una cena semplice, cucinata insieme, e poi a letto: la stanchezza della giornata ci cade addosso tutta d’un colpo.


Il giorno successivo ci dirigiamo verso il ghiacciaio Briksdalen. Per un attimo il cielo sembra concederci una tregua e qualcuno propone di risalire con le piccole macchinette elettriche, le “troll cars”. Accettiamo tutti: in fondo la pioggia potrebbe tornare da un momento all’altro. Quando finalmente lo vediamo, il ghiacciaio appare davanti a noi come una creatura ferita: imponente, azzurro e vivo, ma chiaramente ridotto rispetto a ciò che raccontano le vecchie foto. È affascinante e triste allo stesso tempo, quasi un monito sul destino della natura.


Quella notte dormiamo in una scuola adattata a ostello estivo: letti a castello, corridoi lunghi e silenziosi, e quell’atmosfera un po’ surreale che solo certi luoghi provvisori sanno regalare.


La mattina seguente partiamo presto per Kaupanger, dove ci attende un’altra traversata, questa volta fino a Gudvangen. Qui il fiordo cambia volto: il Nærøyfjord è più stretto, più drammatico, quasi claustrofobico, con montagne che scendono a picco nell’acqua e cascate che sembrano infinite. È un paesaggio che ti toglie il respiro e ti fa sentire minuscolo, come se stessi entrando nel cuore segreto della Norvegia.


Raggiungiamo Flåm con la speranza di salire sulla Flåmsbana, il celebre treno panoramico, ma i posti sono esauriti per l’intera giornata. Non ci scoraggiamo: una gentile signora della biglietteria ci consiglia un’alternativa, e così saliamo in auto fino al belvedere di Stegastein. La passerella sospesa nel vuoto regala una vista vertiginosa sul fiordo, un panorama che nemmeno la miglior foto riuscirebbe a restituire.


Da lì riprendiamo la strada verso Lærdal, ma prima di arrivare ci sorprende un paesaggio inatteso: banchi di neve, ancora resistenti ad agosto, incorniciano il passo. Non resistiamo alla tentazione: scendiamo dalle auto e, per qualche minuto, torniamo bambini. C’è chi lancia palle di neve, chi si sdraia per lasciare impronte, chi scatta foto ridendo come se fosse la prima volta. È un momento di leggerezza pura, che spezza il ritmo dei chilometri e si imprime nella memoria con la forza semplice delle cose inattese.


Poco dopo imbocchiamo il Laerdalstunnel, il più lungo del mondo: 25 chilometri di strada scavata nella montagna, illuminata da suggestivi giochi di luce blu e dorata che rendono l’attraversamento quasi ipnotico.


La giornata si chiude a Voss, tra il calore dell’ostello e una cena che sa di premio dopo tante strade, pioggia e traghetti. Fuori la notte scende lenta, e i fiordi sembrano addormentarsi in silenzio, custodendo i loro segreti.


Ci addormentiamo con il rumore dell’acqua ancora nelle orecchie, il profilo delle montagne negli occhi e la sensazione di essere appena entrati nel cuore pulsante della Norvegia. Domani ci attende la discesa verso sud, e con essa un nome che già vibra come promessa: Preikestolen, la roccia sospesa sul vuoto, dove cielo e mare si incontrano, nota anche come Pulpit Rock.


E noi siamo pronti a spingerci ancora un passo più in là, nel sogno.



La Storia della Trollstigen


La Trollstigen è stata costruita tra il 1910 e il 1936. La strada è stata progettata per collegare le città di Åndalsnes e Valldal. La sua costruzione è stata una vera sfida, data la geografia difficile della zona. Oggi, la strada è un simbolo della bellezza naturale della Norvegia e attira visitatori da tutto il mondo.


La strada è famosa per i suoi tornanti, che offrono viste spettacolari sulle montagne circostanti e sulle cascate. Ogni curva è un'opportunità per scattare foto incredibili e ammirare il paesaggio.


I tornanti della Trollstigen sono una delle sue caratteristiche più affascinanti. Ci sono undici tornanti che si arrampicano sulla montagna, offrendo panorami sempre più belli man mano che sali. Ogni tornante ha un nome e una storia, rendendo il viaggio ancora più interessante.



Pianifica in Anticipo


La Trollstigen è aperta solo durante i mesi estivi, di solito da maggio a ottobre. Assicurati di controllare le condizioni meteorologiche e di pianificare la tua visita di conseguenza.



Sii Pronto per il Traffico


Durante l'alta stagione, la strada può essere affollata. Sii paziente e preparati a fermarti per scattare foto o semplicemente per goderti il panorama.

 
 
 

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